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Recensione Xiaomi Mi A1 – Google e Xiaomi insieme per un piccolo capolavoro nella fascia media

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Xiaomi Mi A1 ha tutto quello che cercate in un medio gamma del 2017/18!

Oramai è un tormentone l’equazione Xiaomi=Smartphone per utenti consapevoli che sanno smanettare, ma grazie a Mi A1 le cose son cambiate! Scopriamo insieme il primo smartphone Xiaomi creato in collaborazione con Google e che monta Android One!

Ah dimenticavo: ha anche la banda 20 e costa meno di 200 Euro su Gearbest (che ringrazio per il sample)!

Recensione Xiaomi Mi A1

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Packaging

Solita confezione Xiaomi: Smartphone, cavo USB/Type C, caricabatterie, foglietti illustrativi e il pin per rimuovere il carrello per le SIM. Nient’altro.

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Design ed ergonomia

Lo smartphone è in tutto e per tutto un gemello dello Xiaomi Mi 5X155.4 x 75.8 x 7.3 mm per 165 grammi di peso.  Il design è carino, un po’ anonimo (è praticamente un Oneplus 5 un po’ meno aggraziato) ma ben realizzato: una scocca posteriore in alluminio dove trova spazio il modulo con la doppia fotocamera (sporgente) il doppio flash led, due strisce curve sopra e sotto (a la iPhone) ad ospitare le antenne e un bel frontale in vetro Gorilla Glass 4 con bordi leggermente curvi (2.5D) con tasti di navigazione retroilluminati, fotocamera da 5 MPX, i soliti sensori e da cornici “classiche” ossia abbastanza generose.

Una cosa che mi ha fatto storcere il naso? Led monocromatico come su Mi6, Mi Max 2 e Mi Mix 2. Argh!

Sulle cornici troviamo, come sempre il bilanciere del volume e il tasto power a destra, lo speaker la Type C, il Jack da 3,5 mm e il microfono in basso, il carrellino per la doppia Sim (o Sim e MicroSD) a sinistra e infrarosso e secondo microfono in alto.

Il telefono è parecchio scivoloso (come scoprirete nel video), consiglio quindi l’uso di una cover per aumentarne il grip.

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Hardware

Lo Xiaomi Mi A1 eredita anche il comparto HW da Mi 5X, troviamo quindi la ottima piattaforma composta dalla CPU Qualcomm Snapdragon 625 octa core da 2 GHz con processore grafico Adreno 506, 4 GB di RAM e 64 GB di Memoria interna eMMC 5.1 (espandibile tramite MicroSD a patto di rinunciare alla seconda SIM). Oltre questo troviamo una connettività completa con WiFi AC, GPS, LTE cat. 9 con Banda 20 (unica differenza dal gemello Mi 5x), Porta Infrarossi, Bluetooth 4.2 e un lettore di impronte digitali posto sul retro, sotto la fotocamera, mancano invece il chip NFC e la radio FM.

Il sensore di impronte è sempre veloce e reattivo!

La porta Type-C di tipo USB 2.0 permette ricarica abbastanza veloce grazie al caricabatterie 5V 2A con presa EU!

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Schermo

Lo schermo è un IPS con diagonale da 5,5 pollici, risoluzione FullHD, un passo avanti rispetto ai pannelli visti sulla serie Redmi, simile per tonalità e qualità a quello del Mi Max 2.

Trattandosi di IPS, ma non del miglior IPS sul mercato, i contrasti sono discreti e gli angoli di visione più che sufficienti. Resta comunque la tendenza al grigio dei neri soprattutto a luminosità elevate.

Il Software (Android Stock) non permette impostazioni sulle tonalità o la temperatura del bianco, manca inoltra la modalità notturna che filtra le luci blu.

Buona la gestione della luminosità automatica, sempre pronta e reattiva.

Ottimo anche il touch, sempre reattivo fino a 10 tocchi in contemporanea.

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Audio

L’audio dello Xiaomi Mi A1 è davvero niente male: buono sia in capsula che tramite auricolari con cavo e/o bluetooth, anche se va segnalata anche qui la mancanza del supporto al codec AptX. L’audio da speaker invece ha un volume elevato ma si caratterizza, come spesso accade nella fascia media, dalla predominanza delle frequenze medio alte che a volumi sostenuti tendono a gracchiare un po’.

Nota di merito la presenza dell’algoritmo (DHS) che calibra l’audio per un output ottimale in cuffia, grazie  anche alla presenza di un amplificatore.

In chiamata si sente e ci sentono molto bene, in vivavoce l’audio è accettabile anche se non con un volume altissimo.

Molto positiva la gestione audio della MIUI, impeccabile tramite le sue impostazioni, l’app Musica e grazie alla presenza della Radio FM.

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Ricezione e rete

Capitolo ricezione in una recensione Xiaomi: Manca la dannatissima Banda 20… e invece no! La banda 20 c’è essendo uno smartphone pensato per il mercato globale.

Manca però la carrier aggregation, quindi niente 4G+.

La ricezione si è mostrata molto buona e abbastanza stabile anche in movimento e in luoghi dove altri smartphone hanno avuto maggiori difficoltà.

Il Wifi supporta il recente standard AC Dual Band, con buone prestazioni. Anche il Bluetooth 4.2 ha ottime performance. Non manca ovviamente il GPS A-GPS, Glonass e BDS, sempre veloce e preciso nel fix.

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Fotocamera

La fotocamera posteriore del Mi A1 è composta da due sensori Omnivision da 12 Megapixel, il principale con apertura f/2.2 corrispettivo di un 25 mm e il secondario con apertura f/2.6 corrispettivo di un 50 mm che assolve la funzione di pseudo zoom ottico.

I risultati sono davvero ottimi se consideriamo la fascia di appartenenza dello smartphone. Gli scatti diurni sono dettagliati con colori vividi e la possibilità di avere gli effetti che fino ad ora erano presenti solo sui top di gamma (come la modalità ritratto con effetto bokeh) è un pro decisamente interessante.

Il secondo sensore si attiva solo in condizioni di luminosità ottimale per permettere lo zoom 2x (altrimenti sarà il primo sensore interpolato ad assolvere questa funzione) e gli scatti sono buoni anche in questo caso.

In condizione di scarsa luminosità invece i risultati calano in maniera direttamente proporzionale al calar delle tenebre: dettagli scarsini, sfondi impastati e rumore di fondo: niente di strano per un telefono di questa fascia di prezzo.

La gestione software è delegata alla app della MIUI che conosciamo bene (è l’unica personalizzazione Xiaomi del software), questo comporta però che manca il supporto alle API camera 2, quindi niente controlli manuali con app di terze parti. Peccato.

La camera frontale da 5MPX, anch’essa con sensore Omnivision, è appena sufficiente in condizioni di buona luce ma di sera è davvero deludente.

Manca completamente la stabilizzazione sia software che hardware, di conseguenza i video – registrabili fino a 4K 30fps – non sono proprio il massimo.

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Software e prestazioni

Xiaomi Mi A1, si chiama così proprio perchè monta Android One, ossia la release di Android Stock creata da Google per espandere il proprio ecosistema nei paesi in via di sviluppo, tramite partnership commerciali con i produttori di quei paesi.

Questo ci permette di avere un device di fascia media favoloso come Xiaomi ci ha abituato negli ultimi anni, ma con una marcia in più: Android Stock, con tutte le funzionalità al loro posto (multiwindows, risposte rapide nelle notifiche, DPI regolabili, ecc…), una gestione delle notifiche impeccabile e con aggiornamenti gestiti da Google. Da pochi giorni è anche disponibile Android Oreo (che i device con MIUI probabilmente vedranno tra più di un anno).

Ovviamente tanti di voi amano la MIUI e le sue funzionalità avanzate che qui mancano (per questo esiste il suo gemello Mi 5X) ma è innegabile che avere un device già pronto, con il software che tutti conosciamo e con la certezza di ricevere aggiornamenti costanti (soprattutto quelli legati alla sicurezza) rende A1 un device perfetto per chiunque, non solo i tecnomaniaci.

Le prestazioni del telefono sono davvero buone: la collaudatissima piattaforma Qualcomm, unita alla leggerezza del Software di Google e alla presenza di 4GB di RAM rende tutti i task agevoli e fluidi. Niente a che vedere con i top di gamma, certo, ma si tratta di differenze percettibili solo dai professionisti del benchmarking.

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Batteria

Senza infamia e senza lode. La batteria da 3050 mAh, unita alla poco energivora piattaforma Qualcomm, garantisce risultati sufficienti a coprire una giornata di utilizzo intenso.

Con il mio solito utilizzo, riesco tranquillamente a coprire la giornata con circa 4,5/5 ore di schermo attivo andando a letto con circa il 15% di batteria residua.

Forse qui un po’ si sente la mancanza della MIUI e delle sue ottimizzazioni per il risparmio energetico, tuttavia preferisco l’usabilità e Android Stock a un’oretta di batteria in più.

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Conclusioni

Uno smartphone che costa meno di 200€, prodotto da Xiaomi, con Android Stock e Banda 20 era un sogno per molti che come me amano il brand cinese e Android così pensato da Google. Da oggi questo smartphone è realtà e soddisfa sotto ogni aspetto.

Doppia fotocamera, zoom, audio di buon livello, Jack Audio, prestazioni, multitaskting e una batteria discreta rendono Xiaomi Mi A1 il best buy assoluto di fine 2017 e inizio 2018.

I pochi contro che ci sono passano senz’altro in secondo piano e questo smartphone è super consigliato.

Recensione Xiaomi Mi A1

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8.5 Punteggio totale
Il medio gamma perfetto

Uno smartphone che costa meno di 200€, prodotto da Xiaomi, con Android Stock e Banda 20 era un sogno per molti che come me amano il brand cinese e Android così pensato da Google. Da oggi questo smartphone è realtà e soddisfa sotto ogni aspetto. Doppia fotocamera, zoom, audio di buon livello, Jack Audio, prestazioni, multitaskting e una batteria discreta rendono Xiaomi Mi A1 il best buy assoluto di fine 2017. I pochi contro che ci sono passano senz'altro in secondo piano e questo smartphone è super consigliato.

Design
7.5
Hardware
8.5
Schermo
8
Audio
8.5
Ricezione e rete
8.5
Fotocamera e Video
8
Software
9
Autonomia
8
PRO
  • Doppia fotocamera con zoom e bokeh
  • Buon audio in cuffia
  • Android Stock
  • Banda 20
CONTRO
  • Led di notifica solo bianco
  • Scivoloso
  • Manca 4G+
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